Ispirazione: 5 modi per trovarla e, nell'oscurità...

Ci sono buoni blogger e blogger che fanno le liste.
- Anonimo

Iniziamo a sporcarci un po' le mani mettendole in quella massa informe che è la narrazione. Abbiamo deciso che gioco fare, con chi e con quale stile. Abbiamo chiarito che sarete voi il master, abbiamo chiarito che siete al sicuro tra amici e che nessuno si aspetta da voi che vi trasformiate improvvisamente nel nuovo Tolkien. Ottimo. E ora?

Ora serve un'idea. Che poi andrà organizzata in modo da farla diventare una struttura adatta a una narrazione condivisa. Che non è un romanzo. I due processi hanno dei punti di somiglianza ma sono diversi quanto lo sono il risultato a cui tendono.

Oggi vorrei parlare della primissima parte di questo processo: l'ispirazione.

Quando si nomina l'ispirazione vengono subito in mente le solite domande: dove la trovo? Quanto mi costa? Scade?
Le rispose sono, in ordine, ''Ora ne parliamo'', ''Un buona lattina di sudore'', ''Sì''.

Ma partiamo dall'inizio, perché se uno è un nerd le cose ama farle complicate. Che è l'ispirazione? Per farla molto (ma molto) breve, l'ispirazione è uno stato mentale in cui scattano associazioni, cercate o casuali, volte alla risoluzione di un problema o alla produzione di materiale artistico. Nei tempi antichi i greci pensavano che l'ispirazione fossero gli dei che ti parlavano, infatti anche quella degli oracoli era considerata ispirazione. In tempi più recenti, sia la filosofia che la psicologia ha azzardato una seconda teoria, cioè che si tratti di un processo del tutto interno alla nostra testa in cui ricordi, traumi, sogni e vari altri elementi cozzano tra loro e producono accostamenti di idee che prima non c'erano. Non ci sono più moltissimi studi moderni sull'ispirazione, quindi siete liberi di credere a quello che volete. Sconsiglio la versione di alcuni secondo cui le nuove idee vengono portate dalla fata dei dentini, perché dopo 32 sessioni la vostra carriera sarebbe finita.

Sì, ok, bellissimo. Ora potremmo tornare alle domande iniziali? Certo. E vado subito sul pratico, visto che fino ad adesso ho sfornato solo articoli piuttosto teorici.

Eccovi 5 metodi per trovare l'ispirazione.


1. The 5 Whys


E' una tecnica nota. Il metodo dei 5 perché serve a indagare la soluzione di un problema. Teorizza che se si verifica un'anomalia è possibile risalire alla sua causa chiedendo perché e poi chiedendosi il perché della risposta ottenuta e procedendo così per cinque volte. Questa tecnica è utile sia per creare storie che personaggi.

Scrivete una frase qualsiasi che sia definita ma non troppo. Ad esempio: ''la torre è crollata'', ''il secchio del pozzo è pieno d'oro'' oppure, se parliamo di un personaggio: ''esperto di alta montagna''.
Da lì iniziamo con i perché e arriviamo almeno a 5, proseguendo solo se vediamo che ci fa comodo. Completo uno degli esempi (senza la pretesa di creare chissà che trama), giusto per chiarezza:

Il secchio del pozzo è pieno d'oro
perché: il bacino sottostante si è tramutato in oro
perché: per punire con la sete l'avidità dei cittadini
perché: hanno rifiutato aiuto a un mago morente
perché: volevano donarne il cadavere all'emiro
perché: vogliono rappresentanza alla sua corte

Ecco, in pochi passi si è delineato qualcosa su cui ci sarebbe ancora molto da lavorare ma ha già un suo sapore, una sua scintilla: Siamo nel deserto, a quanto pare, quindi l'acqua è forse l'unica cosa che valga più dell'oro. Questo poi è un paese piccolo, probabilmente abbastanza isolato da non poter usare l'oro per riguadagnare acqua in fretta. Però, a quanto sembra, è gente avida e assetata di potere... magari qualcuno vorrà evitare che l'oro torni acqua, anche a scapito della vita dei più poveri.

Eccetera... ci siamo capiti.
Stessa cosa la potete fare per i background dei personaggi.

2. Associazioni tra liste


Questo sistema fu usato anche per serie tv come Friends, Scrubs e Community, ma la sua formulazione è anche più vecchia.

Prendete quattro fogli, metteteli uno di fianco all'altro e assegnate loro queste categorie: personaggi, azioni, dettagli, parole libere. Nella prima buttate giù una lista di una decina di personaggi generici e indefiniti come principessa, falegname, investigatore, spacciatore, ... Valgono anche i nomi collettivi, come ''briganti''. Nella seconda scrivete a caso una serie di verbi: adottare, mangiare, morire, dimenticare... Nella terza dei dettagli, cioè luoghi, animali o oggetti: lago, monolite, scarabeo, fermacravatta, sigaro... Nell'ultima infine scrivete altrettante parole completamente libere, senza preoccuparvi di niente: mongolfiera, tazza, sorgente, incubo...
Ora prendetevi qualche minuto e fate altro. Poi tornate al tavolo e provate a creare dei legami tra singoli termini di fogli diversi. Se siete indecisi potete anche selezionarli a caso tirando dei dadi.

Un investigatore giace sul pavimento del suo studio, dorme e nessuno riesce a svegliarlo. Sulla scrivania i resti di un grosso scarabeo che sembra aver mangiato volontariamente. Ora è perso in un incubo. Purtroppo, aveva appena concluso un'importante indagine su fatti poco chiari e inquietanti avvenuti in città.

Di nuovo: so che c'è molto da lavorarci ma è uno spunto, no?

3. Tenere liste visive aggiornate


Questa forse è un po' banale ma molto, molto utile. Instagram consente di salvare e organizzare i post in liste. Allo stesso modo si comporta Pinterest. E ci sono anche altri strumenti, come Wakelet, che consentono di organizzare materiali di fonti diverse in un flusso ordinato.

Il mio consiglio è: seguite su Instagram e Pinterest un po' di account che forniscano suggestioni visive, reali o meno che siano. Atlas Obscura, per esempio, ma ce ne sono moltissimi che trattano di affascinanti meraviglie naturali, di archeologia, storia, arte o che elaborano foto e grafiche interessanti.

L'immaginazione degli altri, sommata, è più grande di quella di chiunque di noi. Senza contare che esistono luoghi (avete mai visto foto di Angkor Wat?) che esistono per davvero e che sono più strani, assurdi e immensi di quelli che normalmente escono dalla fantasia dei narratori. Usiamoli. Usiamo immagini che ci piacciono e mettiamole in collegamento. I risultati potrebbero sorprendervi.

4. Pezzi casuali di canzoni casuali


Questa è un po' più particolare ma, a volte, funziona. Facciamo una prova. Il mio punto di partenza è un tema: vorrei creare qualcosa che ruoti attorno al concetto di solitudine, non so ancora cosa.

Vado su youtube (ma va bene qualsiasi altra piattaforma in cui sia possibile cercare musica), e metto ''solitude'' nel campo di ricerca. Potrei usare anche il termine loneliness ma il primo mi suona meglio. Ottengo una serie di risultati tra cui Black Sabbath e Billie Holyday ma (io almeno) preferisco scartare fonti così grandi. Scorro in basso e trovo un gruppo che non conosco, i Myslovitz, autore di un pezzo intitolato Sound of Solitude. Non ho idea se sia bello o meno e, in verità, per il mio obiettivo nemmeno mi interessa troppo.



A questo punto faccio due cose: ascolto il brano senza pensare alle parole, per capire se il sound mi evoca qualcosa, qualsiasi cosa; e cerco il testo su google. In questo caso sono fortunato e lo trovo senza il minimo problema. Lo leggo, per cercare elementi che mettano in moto la mia creatività su quello specifico tema.

Trovo:

Nights, some nights I awake to
Go out though I hate it
Look at this chemical world
Smelling like grayness, like paper love sadness
With you and me and someone else
Don't know who, wants to be
For several years
With obsession and with ostentation
Left alone a while I've seen that guy

Cerco quindi di scomporre le immagini e rimetterle insieme a modo mio.

Abbiamo un mondo notturno, e la parola chemical mi proietta verso ambientazioni che vanno dal steampunk vittoriano in poi. Il mondo odora di grigiore, quindi solitario decrepito. Interessante la parte in cui associa la carta all'amore: forse i libri sono andati perduti per sempre e in un'epoca pre computer le informazioni non ci sono più. Ci sono tre persone ma uno è uno sconosciuto, forse trovato tra le rovine. Stanno tutti cercando qualcosa che li faccia sentire meno soli, meno sperduti. Cercano un'informazione. Non so ancora quale. Probabilmente cercano qualcosa di pratico e utile ma, credo, nel frattempo stanno anche cercando qualsiasi indicazione su loro stessi perché insieme ai libri hanno perduto ogni contatto con il passato.

Ah, nel frattempo potreste pure trovare buona musica, non si sa mai. Io la sto riascoltando mentre scrivo questo articolo, mi ci sono affezionato.

5. Adattare una trama


Questo sistema è un po' sbarazzino, lo ammetto, ma non sottovalutatelo. In particolare diventa efficace se lo fate con storie di libri, fumetti o film che NON vi sono piaciute per niente e che magari avete odiato e vi hanno lasciato insoddisfatto. Prendete quella trama e provate a calarla in un contesto completamente diverso.

Avete visto un orribile film di fantascienza? Per qualche ragione non vi è piaciuto (lo prendo solo come esempio, non ne voglio parlare) l'ultimo Blade Runner? Ottimo. Immaginate una storia simile nell'antico Egitto, o nel Giappone medievale, o in un contesto fantasy. Con cosa sostituireste i replicanti?

Forse siamo in un mondo alla D&D e un regno ha perso la sua guerra contro il popolo dei mutaforma? O magari siamo alle battute finali di quella guerra, e le città si sono dovute attrezzare con sistemi impressionanti e spietati perché chiunque potrebbe essere una spia.

Per dire. Come vedete qualcosa si riesce a tirarci fuori.

Le altre due domande


L'ispirazione costa un po' di sudore, di fatica. Potreste dover ripetere i processi più volte, non essere in buona o semplicemente non arrivare a un risultato che vi soddisfi. Pazientate ma non mollate la presa.

E sì, l'ispirazione scade. Nel senso che le idee, le associazioni tra idee, è facile perderle e dimenticarle. Createvi un archivio perché qualcosa che oggi non aveva senso tra un mese potrebbe essere la risposta perfetta a un problema.

Avvertenze



Ricordatevi sempre che l'ispirazione non mette nella vostra testa cose mai viste e che alcuni dei libri che avete letto o dei film che avete visto probabilmente hanno lasciato una traccia in voi ma non li ricordate più a livello cosciente. Quindi ci sta, anche usando questi metodi, che possiate trovarvi a inventare una storia e poi realizzare che somiglia tanto a qualcosa di esistente. Capita.

Seconda raccomandazione: tutto ciò che tirerete fuori da questi sistemi è materiale grezzo, potenzialmente buono tanto per una sessione quanto per un film. Deve ancora essere strutturato in modo che diventi adatto alle meccaniche della narrazione condivisa.

Conclusioni e una domanda per te


Il processo narrativo è fichissimo. La parte iniziale, dove le idee cozzano in libertà, è una delle parti più interessanti. Sfortunatamente però, non sempre quello che diciamo quando siamo alla seconda birra con gli amici è materiale utile. Spesso non lo è affatto. Quindi certi sistemi per incanalare l'ispirazione sui terreni giusti può essere provvidenziale.

Non so se mai qualcuno capiterà su queste pagine e vorrei capire se ciò che scrivo è di una qualche utilità. Se ci siete (e vi va) fatevi sentire, qui o su facebook o instagram. Al momento i canali social sono un po' fiochi e li sto usando per pubblicizzare questo posto, ma sono comunque attivi.

Se poi aveste addirittura dei consigli, delle critiche o dei suggerimenti su temi da trattare, dite pure.

E di nuovo: non voglio insegnare nulla a nessuno. Sono spunti, conoscenze che ho accumulato nel tempo e che metto in condivisione nella speranza non servano solo a me.

Signore, signori, buon gioco.
gioco di ruolo
agosto 2, 2019
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