Ludifer: spunti per narratori e gdr

Ludifer è un progetto, un cassetto (speriamo almeno uno schedario, via...) in cui scriverò intorno a due argomenti che mi stanno molto a cuore: il gioco di ruolo e la scrittura. In particolare qui vorrei trattare di come si fa il Narratore, dal momento in cui si cercano ispirazioni a quello in cui si chiude l'ultima sessione della campagna.

Sia chiaro: non ho pretese di insegnare nulla a nessuno. Questa sarà la mia opinione e basta, come direbbe il Drugo. Potrei dire di avere molta esperienza sul campo, perché in effetti gioco con il ruolo di narratore da quasi trent'anni, da quando io ero piccolo e il mondo era diverso. Potrei anche dire che conosco un po' la scrittura; non solo perché leggo ma anche perché scrivo e ho studiato per scrivere, letteralmente. Con tanto di università. Tecnicamente, anzi, sarei sceneggiatore.

Potrei dire tutte queste cose ma non servirebbe a nulla, ve lo garantisco. Perché fare il narratore è un'operazione di comunicazione, più che di narrazione, e la comunicazione è una faccenda personale. Immaginatevi cinque dodicenni che hanno iniziato a giocare da meno di un anno: il miglior narratore del mondo probabilmente non sarebbe in grado di farli divertire quanto quello che hanno di solito dietro lo schermo; perché con lui condividono tutto il loro mondo, i tormentoni, le speranze, le paure.

A volte sei tu che mangi l'Orsogufo, e altre volte è l'Orsogufo...
Quindi è inutile anche solo parlarne? No, non esageriamo. La condivisione delle esperienze non fa mai male e, secondo me, ancora questo è un territorio non completamente esplorato o, per essere più precisi, esplorato in un modo un po' troppo tecnico e freddo. Alcuni hanno delle presunte ricette, dei trucchi. Dicono che se li seguite creerete storie di successo e sarete osannati dalle folle. Non è vero. Mi piacerebbe. Ma non è vero.

Non ci sono regole scritte. Ci sono schemi, parametri, riferimenti che uno può decidere di usare o meno. Il punto è trovare la propria voce, non scoprire qualche tecnica segreta.

E la scrittura? La scrittura c'entra, perché ogni narratore (almeno nel gioco di ruolo, diciamo, classico) si assume il compito di creare una storia, dei personaggi, dei conflitti e delle situazioni. Il bello di fare il narratore in un gioco di ruolo è che questi elementi sono dinamici e devono cambiare via via che i giocatori esplorano il loro mondo, si evolvono e agiscono. Ma le basi su cui si fonda questa forma di story-telling, di racconto, è comunque mutuata dalla scrittura. Deriva dalla scrittura.

Ho provato a scrivere così e mi sono quasi rotto un dito.
Quindi ho intenzione di mettermi comodo, prenderla con calma e provare a dire la mia sul prima, sul durante e sul dopo che una storia fa la sua comparsa al tavolo da gioco. Mi auguro che sarà utile per qualcuno ma mi auguro, ancora di più, che ne magari di tanto in tanto ne nasca qualche discussione, proprio allo scopo di condividere esperienze e magari far sì che ognuno si diverta ancora di più al proprio tavolo. Perché alla fine si tratta di questo: divertirsi con le storie.

In chiusura, tre postille.

La prima: sono consapevole che i blog non siano più molto di moda, come non lo è (attualmente) il testo scritto. Lo so, me ne dispiace, ma anche me ne frego. A me piace e nutro la speranza che torni in auge. Leggere testi lunghi non ci richiede più tempo di quello che molti (non tutti, non voglio generalizzare) usano per scrollare Facebook. Solo che lì, per quanto mi riguarda, il tempo è perso. In un blog è sempre investito.

La seconda: parlerò principalmente di gioco di ruolo classicamente inteso. Quello in cui c'è un narratore e un numero variabile di giocatori che interpretano personaggi. So benissimo che ci sono altre dinamiche. Adoro Fiasco! così come molti altri titoli che prevedono maggiori fluidità di ruoli o addirittura l'assenza del narratore. Pur sapendolo qui mi occuperò di quelli classici, se non occasionalmente.

La terza: da tempo sto sviluppando idee mie che vorrei provare a presentare al mondo, unificandole nel progetto Ludifer. Alcune di queste idee mi piacerebbe che diventassero parte del mio lavoro e magari anche una fonte di reddito, mentre altre le metterò a disposizione di chi vi troverà beneficio. Lo dico perché non voglio suonare ipocrita quando salterà fuori che ho qualcosa da vendere. Questo, ovviamente, non avrà nulla a che fare con la cura che cercherò di mettere negli articoli o con la loro sincerità.

Grazie a chiunque sia passato di qui. Vorrei scrivere almeno una volta alla settimana in questo posto, perché di cose da dire ce ne sono davvero una marea.

Signore, signori. A presto e buon gioco.
gioco di ruolo
luglio 22, 2019
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